La mente che si apre a una nuova idea non torna mai alla precedente”.

Albert Einstein

I SEI DESIDERI

 

Una volta compreso il concetto di energia nelle sue forme, dinamismi e rappresentazioni, avendo dato spazio anche ad antiche tradizioni, fino a spingerci nella rilettura degli aspetti mitologici, possiamo finalmente addentrarci la conoscenza delle funzioni energetiche.

Tuttavia è mia naturale inclinazione non considerare una cosa senza l’altra, in altre parole, mantenere una prospettiva olistica riguardo a qualsiasi cosa o evento io possa osservare.

E’ quindi naturale, per me, affrontare l’espressione delle funzioni energetiche, senza escludere i passaggi filosofici e simbolici, attraverso i quali integrare la stessa visione olistica, atta a divenire un modus operandi insito in qualsiasi operatore o persona che non voglia cadere nell’errore di forma, vedendo nell’olismo solo una moda, o un’etichetta, com’è già stato in precedenza per altri approcci. Non è un atteggiamento privo di un sentire profondo, ma è – e deve divenire – una caratteristica imprescindibile della persona che interiorizza la capacità di vedere/sentire la realtà come multiforme, complessa, collegata, anche nel suo aspetto non visibile o tangibile.

Considero indispensabile questa puntualizzazione poiché spesso, purtroppo, ho avuto la sensazione di leggere tra le righe delle professioni olistiche dei sottintesi confusivi e fraintendibili, capaci di generare scissione, quindi dualismo – alias dubbio – quali ad esempio una mancanza di scientificità, e ancora di più, una mancanza di specificità, come se l’olismo consentisse una generalizzazione, una sommarietà precaria, la cui pecca ricade nell’opinionismo. Ben lungi da me quest’intenzione, desidero fornire quindi dei costanti rimandi al Tutto, che è Uno, e per renderlo ben chiaro e disponibile all’assunzione di un nuovo sapere a chi vi si stia approcciando, mi propongo di considerare parimenti ciò che sia manifesto e ciò che non lo è. Consapevole della loro esistenza e reciproca relazione, vorrei favorire al lettore un’ottica che permetta una comprensione capace di abbracciare sempre tutte le dimensioni.

Con questa premessa è più semplice considerare l’essere umano all’esordio della sua esistenza come una singola cellula, che già nello stadio fetale è percorsa da onde pulsatili di energia, che con la loro interazione ne organizzano lo sviluppo nella materia, scolpendo con l’intenzione il corpo fisico e gli organi, permettendo gli scambi primordiali tra il mondo esterno e il suo nutrimento e quello interno da costruire. Così qualche migliaio di cellule si raggrupperà e svolgerà una relazione nella simmetria nell’ordine consono alla vita stessa e alla sua pulsatilità, in ogni singola cellula, all’unisono. Possiamo considerare le onde pulsatili come l’acqua che scalfisce lentamente la roccia determinandone la forma: allo stesso modo le onde pulsatili di materia gelatinosa citoplasmatica riempiono i circuiti di circolazione all’interno delle cellule. Gli stessi circuiti si distribuiscono orientandosi in funzione ai bisogni primari dell’entità cellulare attraverso due vasi meridiani Jenn-Mo o Vaso Concezione e Tou-Mo o Vaso Governatore, emanazione stessa di un patrimonio genetico ereditario paterno – Yang – e materno – Yin – dal quale si genera la nuova esistenza. I due meridiani sono situati simmetricamente nel corpo, rispettivamente davanti e dietro, e corrispondono alla regolazione del flusso – reflusso pulsatile: Yin per l’espansione e Yang per la ritrazione energetica. Entrambi costituiscono inoltre un bacino di riserva energetica per gli altri meridiani, e pur non essendo collegati agli organi rappresentano comunque l’insieme di tutta la regolazione di funzioni energetiche e fisiologiche dell’organismo. La sincronia dei due determina l’equilibrio personale dell’individuo, ossia del Chenn che è espressione della vita di ciascuno.

Prima di affrontare il significato specifico dei due meridiani principali, o Vasi Meravigliosi, è bene dare spazio al concetto stesso di meridiano. Il termine appartiene all’antica medicina cinese ed entra in Europa attraverso una traduzione francese del termine Jing-luo: Jing ha due significati, “attraversare” o “filo nel tessuto”; Luo significa “qualcosa che lega” come una rete. I meridiani, quindi, sono dei canali attraverso i quali scorrono il flusso del Ki e il sangue attraverso il corpo. Tuttavia non devono essere assolutamente confusi con i vasi sanguigni, a differenza dei quali sono una vera e propria rete invisibile capace di trasmettere energia nel corpo attraverso una finissima organizzazione armonica della sua circolazione, che in oriente si crede essere gestita dal Cuore.  Nelle discipline orientali quest’organo è considerato la sede dello Shen, ovvero quella che in occidente è invece la mente, ma in un’accezione più ampia e avvolgente quale sistema armonico delle facoltà psico-emotive dell’individuo. La medicina cinese, infatti, attribuisce a ciascun organo abilità associate ad azioni sul piano psico-emotivo, e l’energia che fluisce nel corpo alimenta queste capacità, in flussi diversificati nello spazio e nel tempo, seguendo quindi dei cicli basati sulle 24 ore della giornata, come sull’alternanza delle stagionalità, e ovviamente sulla base delle necessità funzionali dell’organismo. Sempre in considerazione delle teorie della medicina cinese possiamo dire che questi meridiani sono sì invisibili ma presenti nella realtà fisica, tanto che nel giusto equilibrio essi garantiscono l’energizzazione e armonia unificatrice di tutte le parti del corpo. Dai due canali principali si diramano gli altri fino a ogni singola cellula, per questo motivo i cinesi paragonano i meridiani a dei fiumi che diramandosi nel terreno riescono a irrigare la terra. Il corpo umano, come vuole la tradizione, è dotato di quattordici meridiani, ma solo due di questi sono detti Meridiani Straordinari o Vasi Meravigliosi, per le loro straordinarie caratteristiche. Per onestà va detto che questa nominazione è oramai classica; nel tempo, infatti, i Vasi Meravigliosi, grazie all’integrazione delle conoscenze, hanno acquisito anche nomi differenti. Tra i più noti troviamo, ad esempio, Meridiani Omeostatici, il cui nome deriva dalla loro funzione garante dell’omeostasi; i Meridiani Spaiati il cui nome mette in luce le caratteristiche d’essere mediani e con punti propri. Il termine però Meravigliosi è quello più diffuso: fu adottato da Souliè de Morant per rilevarne le potenzialità terapeutiche, efficaci anche laddove gli altri meridiani non lo erano, specialmente se consideriamo la loro relazione con i punti di comando, che costituiscono otto vie importanti soprattutto per il riflesso che esercitano sull’attività psichica e comportamentale della persona. I Vasi meravigliosi, inoltre, sono un bacino di energia (costituendo una parte fondamentale già dall’embriogenesi) e sono correlati a quelli che la tradizione nomina Visceri Straordinari (Cervello, Midollo – sia osseo sia spinale – Vescica Biliare, Utero, ossa e vasi) e prendono origine dal Rene e dalla Vescica. I meridiani Straordinari o Vasi Meravigliosi, costituiscono il fulcro della trama energetica sulla quale s’innestano gli altri meridiani.

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